Micologia

filatelico-musicale

parte prima

di Marco Ghiglione

www.marcoghiglione.eu

La prossima stagione estivo/autunnale ci porterà nuovamente i funghi, da cercare, da mangiare, da suonare e da  cantare, e da… collezionare. In realtà, non molti compositori si sono ispirati ai funghi, ma comunque un non trascurabile numero.

Da una parte posso comprendere che un Hebeloma Radicosum o un Collybia Platifilla non suscitino forti attrazioni artistiche, ma il porcino…

Cosa c’è di più poetico di un porcino? E come la mettiamo con la Russula Virescens?

In effetti qualche musica è stata composta, e non mancano neppure le ricette a base di funghi dedicate ai grandi artisti della musica.

Nella filatelia e, in genere, nel mondo della storia postale non mancano esempi di ogni tipo, come sappiamo.

Prima di passare a questo vasto campo, iniziamo dai brani musicali genericamente dedicati ai funghi, e precisamente da Pasquale Ago, che fu Direttore del Civico Istituto Musicale “Bartolomeo Bruni” di Cuneo. E’ stato un musicista attivo in area torinese e cuneese negli anni ’30 del secolo scorso, che ha composto soprattutto brani per fanciulli, sia didattici che per ricreatorio, e religiosi. Alcuni titoli: i canti ginnastici Bambini e fiori, Giro Tondo, I Punti Cardinali, i canti ricreativi Il Cerchio e Le Oche de Re, il canto scolastico Medaglia d’Oro, i canti sacri Preghiera, Padre Nostro e Oh Signore.

Pasquale Ago ha scritto inoltre alcune composizioni particolari, quali L’Addio di Manon (Impressione musicale per orchestrina), le musiche per le danze della sagra cuneese del ‘600, ed un sonetto di Gennaro Sica dal titolo Su l’acque tremule, tolto dalla raccolta Castello Reale di Racconigi. Per quanto ci riguarda, nel 1934 ha composto Il fungo, un indovinello per canto e pianoforte.

Una vecchia attività cuneèse specializzata in musica, panorama di Cuneo
e annullo 50° Mostra del Fungo di Ceva (Cuneo)

Passiamo all’Est Europeo, iniziando da Modest Petrovič Musorgskij (Karevo, tra il 9 e il 21 marzo 1839 – Pietroburgo, tra il 16 e il 28 marzo 1881), di nobili origini, noto al grande pubblico per i Quadri di un’esposizione, per pianoforte, rielaborato per orchestra da Rimskij-Korsakov ed in chiave rock dai mitici Emerson, Lake & Palmer (Pictures at an exibition), e poi La Notte di San Giovanni sul Monte Calvo, rielaborato da Rimskij-Korsakov con il titoloUna Notte sul Monte Calvo, le opere Boris Godunov e Chovanščina, quest’ultima completata, riveduta e orchestrata ancora da Rimskij-Korsakov. Nel 1867 il Nostro scrive il lied La raccolta dei funghi, su testo del 1860 di Lev Aleksandrovich Mej (Mosca13 febbraio1822 – 16 maggio1862), poeta e drammaturgorusso. Esistono due versioni del brano. Il testo è stato tradotto in varie lingue, fra le quali l’italiano, ad opera di Maria Tibaldi Chiesa, autrice di diverse biografie di musicisti (Liszt, Paganini, Schubert, Čajkovskij…) e della traduzione italiana di famose opere letterarie straniere (Le Mille e una Notte, Guerra e pace…) negli anni intorno alla seconda guerra mondiale. La versione della Tibaldi Chiesa (intitolata In cerca di funghi) così recita: Funghi rossi, funghi bianchi, funghi gialli, bruni coglierò, sì, presto, presto, io che giovin, giovin sono, per lo suocerino caro e la suocerina cara, così che non più avari possan banchettare. A te che non mi sei caro, vecchio, debole e malato da la finestretta io getterò un paniere di bei funghi avvelenati, senza polpa, e non potrà mangiarli il vecchio e si strozzerà. E a te, maledetto dai capelli biondi un’erbetta cercherò, un’erbetta fina fina e un giaciglio molle di foglie appresterò. E me vedova la notte amica proteggerà.

Una vecchia attività cuneèse specializzata in musica, panorama di Cuneo
e annullo 50° Mostra del Fungo di Ceva (Cuneo)

C’è poi Igor Stravinskij (Lomonosov, 17 giugno 1882 – New York, 6 aprile 1971), compositore russo naturalizzato francese e poi statunitense. La maggior parte dei suoi lavori rientrano nell’ambito del neoclassicismo e poi della serialità, ma la sua popolarità è affidata a tre balletti composti durante il suo primo periodo (noto come il periodo russo): L’uccello di fuoco (1910), Petrushka (1911) e La sagra della primavera (1913), opere che reinventarono il genere del balletto. Stravinskij scrisse per ogni tipo di organico, spesso riutilizzando forme classiche. La sua opera omnia include composizioni d’ogni genere, dalle sinfonie alle miniature per pianoforte. In tanta varietà non potevano mancare le romanze da camera, una delle quali, per basso e pianoforte è proprio Come i funghi andarono alla guerra, del 1904, composta a soli 22 anni, quando non era che uno dei tanti allievi promettenti nel Conservatorio di San Pietroburgo nella classe di Nikolaj Rimskij-Korsakov. Il brano è stato eseguito la prima volta a casa di Rimskij-Korsakov, ed è poi  rimasto a lungo non eseguito, e forse è stata l’ultima composizione di Stravinskij a ricevere l’onore del palcoscenico. Si tratta di un pezzo spiritoso, scritto su una favola per bambini. Il titolo russo della canzone è stato tradotto in vari modi. La poesia è un piccolo racconto che mette in guardia sulla preparazione militare e la necessità di fare il proprio dovere, e non manca un po’ di satira sul modo in cui i vari gruppi e classi nella società tendono a pensare di avere il diritto di godere di privilegi. I Russi amano i loro funghi, e questa canzone contiene un elenco di diverse specie di funghi, commestibili e non commestibili. Il capitano di tutti i funghi, Pino (Borovik) richiama le truppe dei funghi alle armi, poiché la guerra era incombente, ma ogni “gruppo” di funghi rivendica il diritto all’esenzione in diversi ambiti. I Funghi d’Oro (Opionki) obiettano sulla base del fatto che erano troppo fragili, con le gambe sottili, il Morels rugosa (Smorchki) pensano di essere troppo vecchi. E così via: alcuni sono aristocratici, altri sono stati funzionari del tribunale. Così gli scarafaggi vincono la guerra. La musica è in uno stile che si sarebbe tentati di attribuire a Rimskij-Korsakov, Ljadov, o Glazunov. La musica è pomposa e, naturalmente, con un incedere marziale.La parte di pianoforte è pensata per consentire la proiezione massima del testo, sempre un fattore critico nel repertorio comico. Di conseguenza, la linea melodica è semplice, in genere con una sillaba per nota.Inaspettatamente, Stravinskij decise di mettere a disposizione tutta la sua vasta collezione di manoscritti di piccole dimensioni per il suo 90° compleanno, e questo brano fa parte di un gruppo di pezzi che fece fotocopiare dai suoi manoscritti. Ad un certo punto il manoscritto originale era introvabile, ma nel 1998 il nipote di Stravinskij ne trovò una copia che suo padre Soulima Stravinskij  aveva fatto sulla scorta dell’originale. Un recente ed interessante studio sulla produzione stravinskiana ha indagato a fondo sulle fonti dalle quali Stravinskij ha tratto il  testo, ed inoltre mette in qualche  relazione il brano con quello citato precedentemente, di Musorgskij, oltre che con altre composizioni di quest’ultimo e di altri autori russi.

Musorgskij: un interessante annullo russo, una maximum
e l’inizio della canzoncina “In cerca di funghi”

Più vicino a noi ecco Peter Schickele, nato il 17 luglio 1935 a Ames, nello Iowa (USA), fecondo compositore di origine alsaziana. Negli anni ’60 ha orchestrato ed arrangiato tre album di Joan Baez (Noël, Joan e Baptism). Molto “spiritoso” e quasi irriverente, ha composto cusiose parodie parafrasando i titoli di famosi brani classici quali The Abduction of FigaroCanine Cantata: “Wachet Arf!”Good King Kong Looked Out, il Trite Quintet,A Little Nightmare Music, la cantata Iphigenia in Brooklyn, e forse il suo lavoro più noto in tale ambito, l’oratorio Oedipus Tex. Così scherzando, al nostro Schickele viene in mente di scrivere la suite per pianoforte a quattro mani Little mushrooms (Piccoli Funghi) per celebrare il 200° anniversario della nascita di Schubert. La composizione, che consta di sei numeri, è stato scritta il 27 ottobre 1997 e dura 14 minuti. La prima esecuzione avvenne alla Neighborhood Church di Pasadena il 30 marzo 1998, da parte di Brian Pezzone e dello stesso autore. “Piccolo fungo”, che è il titolo del primo  brano, è scritto imitando lo stile schubertiano, ed è il soprannome dato a Schubert stesso dagli amici. La suite sarà completata con numeri dedicati alla moglie del compositore ed al loro 35° anniversario di matrimonio. Ad eccezione del quarto (che è in 5/4), i brani sono scritti in tempo di 3/4, ricordando le danze di Schubert.

Un giovane Peter Schickele mostra gli strumenti musicali di sua invenzione (foto a sinistra)
e suona il pianoforte (foto a destra, del 1969);
al centro l’emissione austriaca per il 200° della nascita di Franz Schubert

Ed ora chiudiamo il cerchio fra funghi, musica e filatelia, iniziando dal lecchese Luigi Gasparini, chitarrista e personaggio molto attivo nel campo della didattica musicale.

Insegnante, musicista, volontario e Cavaliere al Merito della Repubblica, dal 1973 è membro attivo nel mondo dell’associazionismo culturale e sociale. In quasi 40 anni di attività assume la presidenza di 7 associazioni culturali sociali (Consulta Musicale Comune di Lecco, Scuola Civica Comune di Lecco, Associazione Chitarfisa, Associazione Parsifal, Associazione Phoenix, Associazione Spettacoli Italia, Associazione Mater Amabilis onlus) e la vicepresidenza di “Les Cultures onlus”, laboratorio di cultura internazionale ed altre associazioni (Associazione Silvester, Associazione Luca Canali). Nel 1985 è tra i fondatori del CAMI (Centro Accademico Musicale italiano). Docente comandato ministeriale dal 1996, opera presso comunità terapeutiche per tossicodipendenti, malati di aids, soggetti in doppia diagnosi. Nel 1990 riceve la civica benemerenza dal Comune di Lecco. In veste di musicista, dopo gli studi al Conservatorio di Alessandria, pubblica nel catalogo Berben di Ancona, pagine di musica classica dedicate alla chitarra, pianoforte e musica da camera. Negli anni ’80 collabora come corrispondente per diverse testate giornalistiche.

Un’immagine “turistica” di Luigi Gasparini fra i monti lecchesi: i “Cortinari di montagna” lo stanno aspettando?
(a destra: spore di Cortinarius orellanus)

Nel 1996 Luigi Gasparini dedica un brano per flauto e chitarra al Cortinarius Orellanus, fungo che solo in tempi recenti è stato classificato come “mortale”, a seguito di un massiccio avvelenamento avvenuto in Polonia negli anni ‘50. Agendo soprattutto sui reni, provoca una forma gravissima di nefrosi tossica, spesso letale, che può manifestarsi anche due settimane dopo l’ingestione (in alcuni casi anche dopo diciotto giorni). In caso di sopravvivenza, a seguito dell’insufficienza renale acuta, può essere necessaria l’emodialisi (spesso permanente) oppure il trapianto del rene. I primi sintomi dell’avvelenamento sono caratterizzati da sete bruciante e l’aumento della diuresi seguiti poi da nausea, cefalee, dolori muscolari e brividi. Il termine “Orellanus” deriva dall’erba Bixia Orellana, che secerne un liquido giallo-arancio, che è un colore che ricorda questo fungo (cappello, lamelle e soprattutto la base del gambo e la carne, ed anche le spore, ed infatti la tossina contenuta è denominata “orellanina”. Cresce nelle foreste di latifoglie, raramente di aghifoglie, in terreno sabbioso, siliceo. E’ raro in Italia e cresce nei mesi di agosto e settembre. Tende ad essere “fedele” ai luoghi di crescita. Sembra che il suo veleno consti di almeno dieci sostanze attive.

Ecco ciò che l’autore mi dice ricordando la sua composizione: “Il titolo? Il brano è un po’ velenoso, non certo come il fungo, che non lascia scampo…..Sono un appassionato micologo amatoriale e mi sembrava giusto omaggiare un funghetto, abbastanza insignificante all’apparenza, ma tanto importante al punto di essere considerato, a mio avviso a pieno titolo, il più pericoloso….

All’ascolto, sembra proprio che “la vittima designata” guardi i funghi con perplessità: Gasparini inizia il brano indicando come “tempo” un significativo quanto musicalmente improbabile “Con diffidenza”, per passare poi ad un  “Più serioso” ed infine a “Con brio”. L’indecisione è sottolineata anche dal continuo alternarsi di ritmi in due e tre tempi, e la parte del flauto ha un evidente atteggiamento “interrogativo”. Quando sembra che l’indecisione sia risolta, giungendo ad un complessivo ritmo in 5 tempi per battuta e non più suddiviso in due battute (anche lo strumentale dà maggiore sicurezza), ecco che si ritorna alle suddivisioni iniziali, ma questa volta sembra che il malcapitato mangi i suoi funghi con grande dignità ed attenzione, e la sezione “più serioso” termina con la tranquillità e l’appagamento che un buon piatto di funghi può dare. Una nota legata della chitarra (il suono più basso possibile con la normale accordatura, cioè il “mi”) conduce all’agitato ultimo movimento, veramente drammatico, che rappresenta le convulsioni causate dall’avvelenamento, ben rese con vari espedienti, fra i quali l’accavallamento della 5.a e 6.a corda sul 7° tasto. Il ritorno al ritmo in 5 tempi dà questa volta un altro genere di indecisione risolta, perché andrà a finire male…La morte per avvelenamento da “Cortinarius orellanus” è resa con un “rallentando” ed un passaggio melodico ascendente del flauto fino al re bemolle sovracuto che, se eseguito “piano” ed un po’ sfiatato, può dare l’impressione che lo sfortunato cercatore di funghi esali “l’ultimo respiro”.

Scheda n. 1
genere / specieCortinarius orellanus
cappello3-10 cm di diametro. Semisferico-campanulato, poi sempre più disteso ed infine espanso piano, talvolta con pronunciato umbone pileico largo e ottuso. Bruno volgente al fulvo, all’arancio, al rossastro, rugginoso, spesso assai scuro, con fibrille o squamette pelose finemente appressate, asciutto, opaco, serico, carnoso al centro, sottile al margine che è delicato e spesso fessurato, dapprima arrotolato, poi ondulato, lobato e lievemente contorto
lamelleLamelle larghe, distanziate, alte, annesse al gambo a volte grinzose ed erose sul margine. Di colore giallastro-arancione e poi del colore del cappello con riflessi rugginosi e rossastri.
gambo3-10 × 0,8-1,8 cm, quasi cilindrico, allungato, a volte allargato a metà altezza e attenuato alla base, liscio, sodo, pieno, giallo arancio, o giallo citrino, con il colore del cappello in zona mediana, più pallido in alto e in basso, decorato nella sua interezza da finissime fibrille bruno rossicce, con riflessi rugginosi analoghi a quelli del cappello.
carneCompatta, stabilmente giallastra ocracea, più scura al piede dello stipite, sotto la cuticola da bruno ruggine a ocracea con sfumature rossastre.
odoredi rapa, leggero ed incostante (strofinare o sezionare il carpoforo)
saporeterroso, acidulo-dolciastro (assaggio da non deglutire!).
sporeellittiche, con minute e fitte verruche, di color ruggine in massa, 9-12,5 x 5,5-6,5 μm.
commestibilitàvelenoso mortale
statoCecoslovacchia
data di emissione05/09/1989
serieFunghi velenosi
n° valori serie5
valore nominale3 kčs
dentellatura11 ½ x 12
filigrana=========
tiratura1.394.000
stampacalcografia
dimensionimm. 28 x 34
disegnoFajt, V – Saska, J 
noteogni valore è stato emesso anche in minifogli da 10
statoSan Marino
data di emissione18/09/1992
serieMostra micologica del Titano
n° valori serie4
valore nominale£. 250
dentellatura11 ¾
filigrana=========
tiratura300.000
stamparotocalco
dimensionimm. 29 x 38
disegnoM. Fulchieri
noteLa vignetta comprende Agaricus xanthoderma (a dx)
statoCiad
data di emissione15/04/1996
serieBoy Scout a Jamboree (Olanda) 1995
n° valori serie6 + 1 foglietto
valore nominale800 fr (Posta Aerea)
dentellatura13 ½
filigrana=========
tiratura 
stampalitografica
dimensionimm. 30 x 43
disegno 
noteLa serie di 6 val. è stata emessa anche in foglietto
statoCambogia
data di emissione25/02/2001
serieFunghi
n° valori serie6 + 1 foglietto
valore nominale4000r
dentellatura12 ¾
filigrana========
tiratura 
stampaOffset
dimensionimm. 44 x 33
disegno 
note 
statoBhutan
data di emissione16/02/2002
serieFlora, fauna e funghi
n° valori serie28 + 2 foglietti
valore nominale25 nu
dentellatura14
filigrana=======
tiratura 
stampalitografica
dimensioni 
disegno 
noteSerie emessa in foglietti
statoCiad
data di emissione02/06/2003
serieFauna e funghi
n° valori serie6 x 6 foglietti
valore nominale600f
dentellatura 
filigrana 
tiratura 
stampalitografica
dimensioni 
disegno 
noteLa serie esiste anche in un sistema di foglietti

Il Cortinarius orellanus può essere confuso con
Cortinarius speciosissimus ovvero Cortinarius orellanoides

statoCongo – Rep. Popolare (Brazzaville)
data di emissione08/06/1991
serieBoy Scouts che osservano la natura
n° valori serie10 + foglietto
valore nominale500f (posta aerea)
dentellatura13 ½
filigrana=======
tiratura 
stampalitografica
dimensioni 
disegnoJ.L. Puvilland
note 

Cortinarius cinnabarinus

statoAustralia
data di emissione19/08/1981
serieFunghi
n° valori serie4
valore nominale24c
dentellatura13 x 13 ½
filigrana=======
tiratura 
stampalitografica
dimensionimm. 27 x 33
disegno 
note 
statoUganda
data di emissione24/07/1996
seriefunghi
n° valori serie8 + 2 foglietti
valore nominale500sh
dentellatura14
filigrana=======
tiratura 
stampaoffset
dimensioni 
disegno 
noteemessi in minifoglio

Cortinarius bolaris

statoGuyana
data di emissione01/02/1989
seriefunghi
n° valori serie4 + 1 foglietto
valore nominale$ 2
dentellatura14 x 13 ½
filigrana=======
tiratura 
stampaoffset
dimensioni 
disegno 
noteemessi in foglietto
statoNevis
data di emissione12/08/1997
seriefunghi
n° valori serie16 + 1 foglietto
valore nominale$ 1
dentellatura13
filigrana 
tiratura 
stampalitografica
dimensioni 
disegno 
note